TOUR – Douce France 2013

Mentre con Spiaggia libera Mediterraneo TOUR 2013 si continuano a macinare chilometri tra Balcani e Grecia, un nuovo TOUR sta per cominciare al di là delle Alpi…seguiteci!

Bonne route!

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Nuova Gallery – TOUR – Keep left…and full gas 2013

Finalmente, dopo una lunga attesa ecco la gallery del viaggio oltremanica del nostro Luca.

 Clicca sulla foto per accedere alla gallery.

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Un nuovo TOUR in arrivo

Siamo ormai in periodo di ferie e non potremmo passarle in altro modo che in sella alle nostre moto.

Il primo TOUR che vi presentiamo si svolge sulle coste del Mare Adriatico e dello Ionio, cercando di coniugare relax e scoperta di luoghi poco noti.

Come al solito potrete seguirci in diretta su Youposition.

Cliccate sulla foto per scoprire tutti i dettagli di questa nuova avventura!

 

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Il nostro primo montaggio ufficiale è già su 16mm.it!

Il nostro primo emozionante clip ottenuto montando alcuni spezzoni filmati durante il TOUR Caucasus 2012 è stato caricato sul sito di Mediaset www.16mm.it.

Continuate a seguirci! Sarà il primo di una lunga serie…

 

Caucasus Lonely ride

Caucasus Lonely ride

 

 

 

 

Arriva l’estate, festeggiamo con un TOUR

Scaldate i motori! Sta per arrivare l’estate e vogliamo festeggiarla con un mini-TOUR su alcuni tra i più bei passi dell’arco alpino.

Cliccate sulla foto per saperne di più e soprattutto seguiteci su youposition!

 

Stelvio

Passo dello Stelvio

 

 

 

 

Erbonne

Start/Spegni Computer/Arresta il sistema. E anche questa settimana lavorativa in ufficio si è conclusa.  La fida Transalp è pronta a montare le valigie laterali e partire per un sano weekend di motociclismo. Destinazione: Lugano, Como e il magico paesino di Erbonne, nel comune di San Fedele Intelvi. Un grumo di case alla fine di una lunga strada tortuosa e stretta, che porta solo lì. Poi montagne, boschi e un crepaccio, al di là del quale termina il territorio italiano e inizia quello svizzero. 9 abitanti in tutto (passeggiando per il paese ne ho contati 7) un’osteria, un telefono, un lavatoio, e il piccolo museo della Guardia di Finanza.

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Qui a Erbonne il contrabbando era un mezzo di sostentamento per le popolazioni locali, e le vestigia di quell’epoca sono oggi conservate nel piccolo museo, talmente piccolo che non vi si può entrare, ma solo ammirare dalle piccole finestrelle.

Con me endurista alle prime armi c’era Luca, in sella alla sua veterana GS 800, che è stata sull’Isola di Man, in Armenia, in Africa, ma mai dietro casa.

A fine giornata, ubriacati dalla brezza, dalle curve e dai profumi dell’aria di questa tarda primavera, vuoi non fare una piccola mulattiera sterrata che sale sale e non porta in nessun posto? Un attimo di distrazione e mi infilo dentro a un solco troppo profondo, lasciato da un trattore. Niente danni né a me né al mezzo (a parte la solita freccia anteriore sx che passa più tempo fuori sede che attaccata) ma presto mi accorgo che non sono caduto proprio nel semplice fango. Sono caduto invece sopra all’unica, UNICA cacca di mucca in un prato enorme! Luca non riusciva a smettere di ridere, e anche io non riuscivo poi a essere arrabbiato.

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Devo lavorare duro sulla mia guida in off (in piedi sulla moto, peso indietro, no freno anteriore, e la regola fondamentale… se sei incerto tieni aperto).

Aggiungere: guardare avanti ed evitare la cacca!

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Un saluto a Cris e Knut

Oggi salutiamo Cris e Knut, che abbiamo avuto il piacere di incontrare in Engadina il 25 aprile all’inizio del Copenhagen Express Tour.

Purtroppo abbiamo potuto chiacchiere con loro solo pochi minuti ma ci sono stati sufficienti a capire quanta passione accompagna i loro viaggi e quante esperienze incredibili hanno vissuto negli ultimi anni.

Con grande cortesia hanno aggiunto un nostro banner tra i loro link amici e con questo piccolo articolo vogliamo ringraziarli ed augurare loro buona strada per tutti i viaggi ancora da venire.

Cliccate sulla foto per visitare il loro bellissimo sito!

 

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Il battesimo dell’avventura.

Devo ammettere che quando penso a come è nata in me la passione per il mondo delle moto a volte mi sento come un adolescente che inizia a fumare perché tutti i suoi amici lo fanno: dopo aver sentito per anni gli emozionanti racconti di Federico, Luca e tanti altri amici, quasi per sfizio ho deciso di regalarmi una moto che potesse sostituire il mio scooter nei trasferimenti di tutti i giorni e allo stesso tempo darmi la possibilità di unirmi a loro per qualche weekend tra amici.

Poco più di un anno fa ho acquistato una Transalp di seconda mano, senza neanche saperla guidare. Attratto dall’aria amichevole di questo mezzo e spinto dall’opinione positiva di Federico che era venuto con me a vederla, ho deciso di fare il grande passo.

A primo impatto ne ero quasi intimorito, ma dopo poche decine di minuti che mi sono serviti a prendere confidenza con cambio e frizione, ho cominciato a intuire quali sensazioni potesse essere in grado di regalare una moto “vera”.

Qualche mese dopo ho avuto l’occasione di assaggiare il sapore dell’avventura in un indimenticabile weekend sulle montagne piemontesi, dapprima sui bellissimi colli dell’Assietta e delle Finestre concluso poi con l’ardua ascesa al colle del Sommeiller.

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Il tragitto che fino a quel momento era stato piacevole e – con la dovuta prudenza – anche piuttosto semplice, ha cominciato a mettere in luce i miei limiti di neofita del fuoristrada: i tratti pietrosi e impegnativi mi facevano sudare e allo stesso tempo mi intimorivano e ammetto di non essere sempre riuscito a tener fede agli inviti dei miei compagni di viaggio che mi consigliavano di uscire dalle situazioni difficili usando il comando del gas, visto che il mio istinto di conservazione me lo sconsigliava vivamente.

Ricordo il momento dell’arrivo come una vera e propria conquista, e liberazione allo stesso tempo.

Mi sentivo appagato per essere riuscito a raggiungere quell’obiettivo, seppure non senza difficoltà, e allo stesso tempo per essere immerso in un incantevole paesaggio che mi infondeva un incredibile senso di libertà.

Ancora oggi quando nel caotico traffico di Genova accarezzo le plastiche della mia moto ancora segnate da quell’esperienza sorrido nel casco e rivivo tra me e me quelle sensazioni indimenticabili.

Il guadino

Motopensieri di un frontaliere romantico #2

Vento e pioggia danno delle sberle ai vetri talmente forti da farli tremare. E’ il buongiorno che la natura ha deciso di darmi stamattina! Per fortuna ci ha pensato lei dato che la sveglia ha deciso di non suonare!

6:18: questo è l’orario in cui realizzo nell’ ordine che:

-sta piovendo
-sta piovendo fitto, noioso e incostante
-c’è un vento che solleva la moto dal cavalletto
-devo mettere DUE antipioggia perché in questa “primavera d’ottobre” una sola non basta più!
Ma poi realizzo che le antipioggia sono rimaste nella borsa della moto sotto la pioggia…Ottimo!
E allora la reazione giusta sarebbe quella di girarsi dall’ altra parte del letto e iniziare questo venerdi almeno tra un paio d’ore…Purtroppo non va cosi.

Colazione di corsa, giacca chiusa fino all’ ultimo bottone. Mi viene quasi voglia di rimetterci l’imbottitura, ma riesco a resistere.
Veloce corsa sotto la pioggia, recupero le antipioggia e rientro…qualche minuto e una sudata di prima mattina e poi pronto per partire con le stramaledette antipioggia addosso.
Ritorno sotto la pioggia e la mia GSina è sempre li che mi aspetta e a guardarla si meriterebbe una bella lavata, non dalla pioggia, ma non me lo fa pesare troppo.
Tasto rosso premuto e il suono del motore è sempre quello familiare e rassicurante dei tanti chilometri fatti insieme. Un attimo per lasciarla scaldare mentre sistemo le ultime cose. Frizione tirata e si parte con la pioggia che inizia a ticchettare sulla visiera e con il vento che mi sballotta…Per fortuna è venerdi…Buongiorno? Buongiorno un cazzo!

Luca

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Le Havre

Il giorno precedente la noiosa traversata autostradale della Francia era andata piuttosto bene: una cavalcata solitaria in una splendida giornata di inizio estate. Come spesso accade però basta poco per rovinare l’umore già insidiato dalla serata trascorsa in solitudine, dato che il forte vento comparso al risveglio mi ha concesso poco più di un’ora di tregua per una rapida gita al faro de la Heve prima di trasportare una gran quantità di nubi cariche di pioggia sul cielo di Le Havre.

 

L’attesa dell’imbarco sotto un acquazzone fenomenale è resa più piacevole dall’incontro un’esile ciclista che come me stava cercando invano di ripararsi dai violenti scrosci d’acqua che provenivano da ogni direzione. Anne stava rientrando in Scozia da un lungo viaggio in solitaria sulle alpi svizzere, spinta dall’entusiasmo e dal coraggio dato dalla sua giovane età

Bastano poche parole per intravedere in lei la stessa passione e la stessa “follia” che mi sta spingendo ad affrontare questo viaggio  e a ridarmi la certezza che inseguire i propri sogni è sempre la cosa più giusta da fare.

ONE WORLD, ENDLESS JOURNEY