Torna a I nostri viaggi

Krystall Rally 2014

1° giorno
Casa-Würzburg
 590 km 

La sveglia suona presto ma i continui “posticipa” mi fanno aprire il garage alle 9.30. Ci siamo! Si parte! Questa volta verso nord. Gli ultimi giorni sono stati tumultuosi ma ora ci siamo….ci siamo quasi perché adesso devo vestirmi, far passare i fili dell’abbigliamento riscaldato in giro per la tuta, sperare siano lunghi abbastanza per collegarsi…cazzo l’anti pioggia! E ora con gli stivali riesco a farla passare? Merda l’ iPod è nella tasca interna della giacca e come lo accendo?!!

Caldo, sudo! Sto sudando! Voglio partire! Finalmente esco dal garage e le ruote iniziano a girare. Pian piano gli automatismi diventano davvero automatismi e viaggio tranquillo, sono riuscito ad accendere anche la musica.

I Creadence si alternano ad Elvis, Jhonny Cash diventa punk newyorchese e Cochi e Renato mi ricordano che “la vita l’ è bela” e sei hai un ombrello e anche meglio.

L’ombrello non ce l’ho ma l’ anti pioggia fa il suo lavoro mentre la strada inizia a salire di quota e la pioggia diventa presto nevischio “cazzofigata!” era quello che cercavo. Il nevischio diventa neve vera e la strada bianca ma la GSina sale e a me sale un po’ di ansietta “figata!”. La moto e l’ansia salgono mentre nebbia e temperatura scendono -2, -3, -4 “cazzo!!! (senza figata)” adesso la neve copre tutta la strada, scende copiosa dal cielo ma la la moto continua ad andare senza problemi, mi sento tranquillo e felice e tutto intorno torna ad essere una “figata”.

I tornanti ora sono in discesa e la neve torna pioggia, una bella pioggia fredda ma che mi fa godere un po’ di caldo grazie agli abiti riscaldati mentre i km continuano a passare sotto le ruote.

Ma si sa che il trasferimento autostradale è sempre una rottura specie se piove e fa freddo e se ci si mette anche il vento non ti passa più. La campagna tedesca pulita e ordinata diventa in un attimo monotona ma il vento che cerca di buttarmi per terra sposta le nuvole e l’arrivo a Würzburg dopo quasi 600 km è asciutto.

Ora la moto è in una cantina di fianco ad una vecchia bici e davanti a un letto rotto. Il mio letto invece è comodo, la doccia calda ed è ora di riposarsi. Domani si riparte direzione Amburgo altra smaronata autostradale ma se hai poco tempo va per forza così 😉

img_2438

2° giorno
Würzburg-Amburgo
520 km 

Si riparte, dopo aver tolto la moto dalla cantina dove ha passato la notte la parcheggio sotto l’ albero per caricare le borse quando, ad un certo punto, mi si avvicina un ragazzo per chiedermi informazioni sullo scarico che monto. Sulle prime penso voglia “sgridarmi” perchè fa troppo casino invece salta fuori che ha una V-Strom 650 e gli piace il suono della mia. Iniziamo a parlare e mi chiede informazioni sul viaggio, è molto interessato e mi fa un sacco di domande. Io mi sento un figo è prima di salutarci gli regalo un paio di adesivi. Mi ringrazia moltissimo e mi dice che mi seguirà, aggiunge che per lavoro fa il DJ in una radio locale, parlerà col capo del mio viaggio e magari si riesce ad organizzare un intervista…si va beh ciao eh! Però mai dire mai…ha detto che mi manderà una mail, vedremo.

Finisco di caricare la moto con il sorriso, collego tutti i fili e parto seguendo i consigli del mio nuovo amico. La giornata è quasi soleggiata e l’autostrada che ieri mi sembrava tutta uguale mi appare diversa…i campi coltivati e boschi pieni di stradine sterrare si aprono di fianco e ogni tanto da dietro le colline salta fuori qualche paesino con il suo campanile a “cipolla” e vedendoli passare cresce la voglia di abbandonare l’autostrada per perdermi sulle strade secondarie.

Detto fatto esco ad un uscita qualsiasi, cambio le impostazioni del navigatore e mi lascio guidare attraverso paesi di mattoncini rossi e case a graticcio. Incrocio stalle, gente con cavalli e pony che cammina per le vie del paese sembra di essere ritornati indietro nel tempo, un bambino vedendomi passare fa la “V” con le dita come i motociclisti per salutarmi, io ricambio e sorrido sotto al casco. Oggi è proprio una bella giornata.

Gli sterrati tra i campi mi chiamano, sono anche indicati sul navigatore e allora perché non sentire un po’ di brecciolino sotto le ruote? Via! Infilo la prima strada “tratteggiata” che incontro ed eccomi “perso” tra i campi, immerso nel silenzio e nella tranquillità pur trovandomi a poche centinaia di metri dall’ asfalto.

Procedo così per qualche km ma il cielo inizia a diventare nuovamente minaccioso, torno sul’ asfalto e poi verso l’autostrada. Il tempo di un insalata e inizia a pioviggianare, ma non è mai il momento giusto di mettersi l’ anti pioggia “tanto sono solo due gocce” che però a furia di scendere una sull’ altra inzuppano la giacca. Quando sono a 100 km dalla meta decido di coprirmi giusto per presentarmi in maniera decente in albergo e non grondante come un cane bagnato.

Oggi 520 km volati quasi in un attimo e domani si gironzola ancora tra i paesini fino a Kiel per prendere il traghetto. Da lunedì si inizia a fare sul serio.

img_2454

3° giorno
Amburgo-Kiel
100 km (più o meno) 

La strada da fare oggi è poca quindi decido di prendermela con calma. Dopo colazione carico le borse che non ho ancora capito perché ogni giorno sono sempre più piene senza infilarci niente di nuovo e riparto. Pausa benza e accendo la musica, la notte è stata piovosa ma oggi c’è mezzo sole e non fa nemmeno troppo freddo (6°C). Ieri guardando per caso su Google Maps ho visto che prima di Kiel c’è una specie di parco naturale con un lago e dato che l’ acqua dolce mi attrae come un magnete da sempre decido di passare di li.

Solo un po’ di autostrada e poi strada normale, i paesini con case di mattoni e tetti spioventi si alternano a campi pianeggianti costellati da enormi pale eoliche.

Entro nella zona dello Wastensee e la strada inizia a correre dentro ad un bosco lasciando intravedere il lago a tratti ghiacciato. Più che di un lago si tratta di un laghetto, ma non lo so sarà che sono di Como e l’ acqua dolce fa parte di me, ma ogni volta che c’è una pozzanghera un fiume o un lago ci voglio andare o almeno passare vicino, è una cosa che mi fa stare bene.

Dal lago al porto sono neanche 20 km che passano in un attimo e alle 12 sono al cancello d’ ingresso. La nave, già in porto, salperà alle due e la signorina nello sgabbiotto mi dice che imbarcheranno all’ una meno un quarto. Mi allineo in corsia 5 e me ne sto tranquillo ad aspettare.

Arriva un signore che si mette a guardare gli adesivi dei passi sulla borsa e iniziamo a parlare, dice che li ha fatto tutti tranne lo Stelvio (?) e mi chiede dove vado. È molto socievole, di quelli che in 10 minuti ti raccontano tutta la loro vita, infatti scopro che ha 56 anni è Olandese e ha lavorato per 34 come tecnico in una banca, una bella (mica tanto) mattina gli dicono che non hanno più bisogno di lui e a quanto pare gli danno una bella liquidazione, da li in poi decide di tirar su le sue cose, caricarle nella Volvo parcheggiata nella fila di fianco alla mia e di trasferirsi in Norvegia.

Ha trovato lavoro come autista di bus ed è felice. Mi fa davvero una bella impressione, una persona felice e serena. Mi racconta che ha avuto diverse moto, tutte Honda, e che ha viaggiato parecchio in nord Europa e Scandinavia e coi racconti mi fa venire una scimmia pazzesca (come se già non l’ avessi) di viaggiare nei paesi del nord europa.

13.45 motori accesi e inizia l’imbarco, si va! Dietro di me in stiva si piazzano marito e moglie tedeschi con un sidecar Guzzi 1000 GT già chiodato, gli domando se vanno al Krystall, risponde di si ma solo per qualche ora perché hanno una casetta “lassù” è indicandomi un cilindro di plastica nera attaccato sotto al sidecar vanno a farsi una sciata. Grandi!

14.00 in punto si mollano gli ormeggi, prossima fermata Oslo!

img_2468

4°/5° giorno
Navigazione + Oslo

Le 20 ore di mare che separano Kiel da Oslo passano in un attimo tra un’ hamburger in un locale anni 50 e una birra all’ Irish pub..si tutto sulla nave che più che un traghetto “sfigato” come quelli presi per andare in Africa è una vera e propria nave da crociera. Mi dispiace quasi dover scendere. Ore 9.45 gli altoparlanti avvisano che stiamo per arrivare ad Oslo ma sono già sul ponte per godermi lo spettacolo del fiordo. Sembra di navigare nel lago con le sponde vicinissime punteggiate di casette di legno e tutto è ricoperto da neve. Ma quello che più mi sorprende è che non fa per niente freddo anzi, ci saranno 5 o 6 gradi che per la stagione e la latitudine non mi sembrano malaccio.

Dopo qualche foto vado in stiva, borse cariche e moto accesa in meno di due minuti sono fuori dal porto..ad attendermi c’è una città enorme ma ordinata, con poco traffico e nemmeno un cartello con scritto “Welcome to Norway” e io che già mi pregustavo la foto. Va beh mi accontento di quello con indicati i limiti di velocità e la scritta Norge 😉 Tempo altri 3 minuti e sono in albergo, uno di quelli moderni dove si fa tutto da soli, design Scandinavo e nessuna reception…sono già nella merda!! Comincio a citofonare e appare un ragazzo dalle dubbie passioni sessuali che mi spiega come fare, sono arrivato troppo in anticipo e la camera non è pronta..maledetti sti Norvegesi puntuali 🙂 Lascio i bagagli e mi faccio indicare il parcheggio più vicino, devo lavorare sulla moto 😉

50 metri in linea d’ aria c’è un autosilo ma prima di arrivarci faccio tre volte il giro dell’ isolato prima di capire la svolta giusta e anche qui è tutto automatico..ma un cristiano che sia uno c’è in sta città?! Altra citofonata furiosa e salta fuori un ragazzo, sta volta etero, che mi spiega che ad ogni piano ci sono degli spazi dedicati alle moto e che il parcheggio è gratuito. Va che oltre che puntuali sono anche bikers-friendly.

Arrivo al sesto piano e mi posizione nel parcheggio moto, cavalletto centrale, fuori l’ avvitatore e si comincia! È tempo di “chioding”. Inizio con un pò di timore dalla ruota davanti e dopo aver pulito i tasselli con un fazzoletto di carta come uno psicopatico inizio a trapanare. BBBZZ BBZZZ BZZZZZZ e uno! due! tre! Comincio a prendere il ritmo e ne sparo dentro 120 solo nella ruota anteriore, quasi uno per ogni tassello. Cazzutissima!!! Ruota davanti finita, attacco quella dietro e ormai non mi ferma più niente 120 anche li..doppiamente cazzuta!! Le foto si sprecano e tra una “cazzuta” e l’ altra è passata ormai l’ ora di pranzo.

Torno in hotel e il “bancomat” che fa da reception dice che posso andare, la camera è pronta e sputa fuori una tessera multiuso per ascensore, porte, luci e tutto il resto. Bah! Un attimo di relax sul letto grande quasi come tutta la stanza e poi esco a fare due passi. Adesso, il problema di stare nelle grandi città da solo è che mi rompo le palle in trenta secondi, ho voglia di andare in giro non di pirlonare senza metà tra i negozi. Per carità la città è molto bella ma dopo un pò che giro tra negozi e monumenti la noia diventa troppa. Arrivo al porto poi torno sui miei passi finché non mi imbatto in “Mamma Pizza”, ristorante d’ asporto dal nome “vagamente” Italiano e mi lascio tentare da un trancio di margherita che fa bella mostra in vetrina. Casualmente vien fuori che sono sul serio Italiani. Figata! Sono 4 ragazzi Bolognesi che da 9 mesi hanno aperto questo posto e fanno pizze e pasta, tutto davvero molto buono. Tra una chiacchiera e l’ altra arriva sera e la giornata si chiude con dei fusilli al ragù in compagnia. A letto presto, domani si punta ancora nord. Si arriva al Krystall!!

img_2493

6° giorno
Oslo-Krystall
270 km

Mi sveglio presto, la strada da fare non è molta ma non so come sono le strade una volta fuori dalla città. Alle 9 sono in moto, senza aver fatto il check out perché non ho capito come si faceva..tanto si saranno accorti che non ci sono più. Mi perdo un po’ tra le strade di Oslo piene di lavori in corso finché non vedo le indicazioni per la strada 4, consigliatami al posto della più trafficata E6.

Il gps si ritrova con la traccia preparata da casa che prevede delle divagazioni totalmente casuali “studiate” sulla cartina, incomincia a nevischiare ma non fa freddo, le strade sono pulite ma tutto intorno è bianco..una figata pazzesca! Proprio quello che speravo di trovare. I primi km passano tranquilli mentre inizio ad abituarmi ai chiodi. Arriva la prima deviazione, esco dalla 4 e mi ritrovo su una strada dentro al bosco, l’asfalto inizia a diventare bianco e il silenzio è assoluto i cartelli indicano il possibile attraversamento di alci e tra i pini si intravede un lago ghiacciato. I pini si diradano e il lago si vede benissimo è davvero grande e tutto completamente ghiacciato, uno spettacolo incredibile!

Le foto si sprecano….non è vero ma era giusto dirlo. In realtà qualche foto la faccio ma è uno sbattimento ogni volta fermarsi, scollegare tutti i fili dell’ abbigliamento riscaldato, aprire l’ antipioggia, la giacca, cercare il telefono fare la foto per poi ripetere tutto nel senso opposto. Anche perché vorrei fermarmi ogni cinque metri e non è possibile perchè la faccenda diventerebbe lunga.

Decido di immagazzinare tutto con lo sguardo e se non vi basta prendete la moto e andateci anche voi 😉 scherzo ovviamente ma è tutto davvero bellissimo e merita assolutamente il viaggio.

Passata Gjovic continuo a salire per strade secondarie pian piano sempre più innevate, dopo i primi titubanti km con i chiodi “ai piedi” ormai mi sento abbastanza sicuro e viaggio tranquillo fin quando…BOOOM!! Culo per terra!! Moto che spara scintille da tutte le parti con il faro che mi guarda in faccia e mi chiede perché tengo le gambe incastrate sotto la borsa. In realtà sono io a chiedermelo perché proprio non ho capito come ho fatto a ritrovarmi così, mentre una signora in macchina che si è vista arrivare in faccia una moto, mi chiede se sto bene o se mi sono fatto male. Fortunatamente tutto bene anche se non ho fatto poca strada incastrato sotto la mia GSina, lei sta abbastanza bene solo qualche segno ma niente di troppo grave. Ad avere la peggio è stata l’ antipioggia nuova comprata il giorno prima di partire, comunque meglio lei che io è poi con un po’ di nastro americano sono sicuro mi riporterà a casa.

Percorro per un tratto la E6 per rimettermi un po’ in sesto e per ritrovare fiducia, finché dopo il cartello Ringebu svolto a desto e inizio a salire su per la 27. Qui la neve è tanta e capisco che il raduno da adesso in poi me lo devo proprio conquistare. La strada quando va bene è una pista da sci ben battuta e quando va male è una lastra di ghiaccio di cinque cm sotto il quale si vede l’ asfalto..guido sulle uova ma tutto intorno è stupendo. Tutto è ricoperto di soffice neve bianca e sembra tutto immobile e ovattato. La strada continua a salire e io tengo la velocità costante, i chiodi fanno presa nel ghiaccio e si va dappertutto senza problemi. Davvero una figata pazzesca! Senza sarebbe stato impossibile. Il tempo che per qualche minuto aveva addirittura lasciato passare qualche raggio di sole torno a chiudersi, sale la nebbia e la temperatura crolla -4, -5, -7 e il respiro inizia a ghiacciarsi sul sottocasco. Il paesaggio muta nuovamente con la nebbia e tutto sembra ancora più intimo, cerco di fissare nella camera del telefono questi momenti ma qualsiasi foto non riuscirebbe a rendere giustizia.

Metto a palla i vestiti riscaldati e riparto, ormai mancano pochi km l’ esaltazione inizia a crescere e mi ritrovo a ridere da solo e a dare pacche sul serbatoio della moto. Finalmente l’ingresso dell’ albergo, la neve diventa più alta e procedo zampettando fino al parcheggio. Sono arrivato!! Krystall rally 2014! FATTO!!! Dopo 1.500 km , 240 chiodi e una caduta entro nella hall, qui trovo alla reception una gentile signora che mi accoglie. Sono stanco e qualche dolorino comincia a venir fuori. Ma sono arrivato e sono gasatissimo!!!

img_2543

7° giorno
Krystall – Øyer
60 km circa

La mattina me la prendo comoda mi alzo e vado a fare colazione e mentre guardo fuori dalle vetrate mi rendo conto che da ieri non ha ancora smesso si nevicare…benissimo! Esco davanti all’ hotel e ritrovo la GSina coperta per bene di neve, l’ accendo per farla girare un pò e parte senza esitazione. Piccola grande moto!

La neve però sul piazzale e sulla strada che porta alla strada principale è bella alta, ci saranno una decina di centimetri di neve fresca e nessuna traccia di spazzaneve. Ritorno in albergo pensieroso ma decido di aspettare che almeno qualcuno arrivi prima di rimettermi in marcia. Passano le ore e ancora nessuno arriva ma verso le 11 vedo “apparire” dalla neve un sidecar rosso, poi un altro, un altro e un altro ancora…mi si apre un sorriso sulla faccia ed inizio a fare foto e video. Bastano pochi secondi e si fa subito amicizia e una delle prime cose che mi dicono è che ad esser arrivato fin lì da solo in moto è una roba da pazzi. Loro che sono “sani” invece arrivano dalla Germania, hanno risalito la Svezia (dove hanno trovato sole) e questa mattina percorrendo la strada 29 da Atna sono arrivati qui al rally. La 29 avrei voluto farla anche io se le condizioni climatiche fossero state migliori ma loro con i sidecar hanno fatto molta fatica, hanno trovato pareti di neve alte 2 metri ai lati della strada (chiusa) e almeno 20 cm di neve fresca per terra che in alcuni momenti li ha fatti soffrire. Va beh sarà per la prossima 😉

Ci sediamo al bar ed iniziamo a chiacchierare con davanti the e caffè in attesa dell’organizzatore o di altri partecipanti ma tutto tace. La signora dell’ hotel ci dice che ha sentito Leif l’organizzatore che sta arrivando in macchina…cosa??? In macchina???!!! No dai!!! Decidiamo in ogni caso di aspettarlo e ci riempiamo lo stomaco con un paio di hamburger di renna…molto buoni. Chiacchierando coi nuovi amici scopro che anche loro vogliono spostarsi più a sud per girare con calma nei giorni successivi e mi invitano ad andare con loro. Molto volentieri!

Arrivano le 14.30 e ancora nessuno si presenta, decidiamo di partire, sono un po dispiaciuto ma è arrivato il momento di muoversi, il vento si è calmato ma continua a nevischiare, monto le catene sulla ruota posteriore per meglio muovermi nella neve fresca e pian piano iniziamo la discesa.

Tutto attorno è bianco, il paesaggio è incredibile, c’è un riflesso pazzesco pur non essendoci sole e si fa fatica a distinguere la strada. Ci muoviamo con calma, io non vado a più di 60 km/h anche perché sono rapito da tutto quello che mi circonda. Mi fermerei a fare foto ad ogni metro ma non posso. I cartelli stradali in legno sono ricoperti di neve che il vento ha modellato e ghiacciato dandogli un effetto di movimento. Lungo la strada incrociamo altri tre sidecar che vanno in direzione apposta a noi e dopo una decina di km di discesa la strada spiana ed esce un po’ di sole rendendo tutto ancora più bello.

Cerco di immortalare i paesaggi con la GoPro tenendola con la mano…vedremo i risultati.  A Ringebu, Rico uno dei sidecaristi, mi dice che c’è l’unica chiesa Norvegese totalmente costruita in legno e decidiamo di andare a visitarla…peccato si trovi in cima ad una salita completamente ghiacciata, un pò di apprensione mi prende quando me la trovo di fronte, ma con i chiodi vado su che è una meraviglia! Incredibile!

Una volta nel piazzale scopriamo purtroppo che la chiesa è visitabile solamente in estate, ma anche dall’esterno è veramente bella tutta completamente ricoperta di “tesserine” di legno e sormontata da un grosso campanile “arancione” nel mezzo. Le foto non si contano prima di ritorna in sella ad affrontare la discesa.

Da Øyer ci sperano solo 60 km che percorriamo i scioltezza sulla E6, entrati in paese ci dirigiamo verso un campeggio dove prendiamo  una casetta di legno molto bella, sembra un capanno Canadese di quelli che si vedono nei film. Bellissimo. Dalla E6 al camping ci sono circa 4km di strada a tratti innevata e sta reiniziando a nevicare..speriamo non troppo perché domani devo tornare sui miei passi e questa sera voglio levare i chiodi dato che dovrò percorrere 200 km di strada asfaltata fino ad Oslo.

Crauti, patate e un particolare salsicciotto di maiale con dentro patate sono già sui fornelli mentre fuori scende la notte…e la neve.

img_2529

8° giorno
Øyer – Oslo
200 km – Il giorno più lungo

7.20, fuori é ancora buio mentre il profumo di caffé appena preparato si diffonde nella casetta di legno, il mio compagno di stanza si é svegliato presto e sta preparando la colazione. Guardo fuori dalla finestra e una leggera nevicata continua a scendere, ha nevicato tutta la notte e le strade sono completamente ricoperte di neve….perfetto tempismo, potevo aspettare a togliere i chiodi.

Dopo aver impacchettato tutta la mia roba sono pronto a partire…sono pronto? Non lo so ma ci provo, oggi mi aspettano 200 km di strada fino al porto di Oslo, dove un traghetto non mi aspetta se tardo e a giudicare da come è iniziata sarà una giornata molto lunga.

La prima insidia è la discesa che porta all’ uscita del campeggio, saranno 30 metri ma moooolto ripidi e come se non bastasse completamente ricoperti di ghiaccio. Anche se sono senza chiodi da li devo passare e come Carolina Kostner mi butto sulla “pista”.  Senza toccare minimamente i freni mi lascio scivolare giù per la discesina con il cuore in gola….eccomi in fondo prima difficoltà passata. Ora restano 4 km quasi pianeggianti per arrivare alla E6, nemmeno il tempo di mettere la prima e sfiorare il gas che dopo 10 metri la moto comincia a muoversi come un serpente e dopo essermi esibito in un “doppio loop” atterro delicatamente sulla borsa sinistra. Addio alla medaglia d’oro.

Cerco di rialzare la moto ma la strada è praticamente una sola lastra di ghiaccio spesso 3 cm sotto il quale si intravede l’asfalto e faccio fatica a stare in piedi da solo, ai lati della strada rimane però una striscia larga 50 cm di neve fresca sulla quale spero di avere un pò di grip…lo so sembra assurdo andare a cercare grip con una moto sopra una striscia di neve alta 5 cm ma è proprio cosi.

Riesco a sollevare la moto e sulla neve, con le catene montate, riesco a muovermi abbastanza bene riuscendo a coprire i 4 km che mi restano in un onestissima mezz’ora. L’ultimo cavalcavia e sono sulla “pulitissima” E6, levo le catene e mi metto in marcia. Dai mancano solo 196 km. La strada inizialmente è abbastanza pulita, nel senso che le tracce delle macchine e dei camion lasciano vedere l’asfalto sotto la neve e si riesce a viaggiare abbastanza spediti.

Ma la cosa finisce abbastanza presto e man mano che mi avvicino a Lillehammer e l’ altitudine metro dopo metro sale la neve si fa sempre più forte e la strada sempre meno pulita. Sono costretto a diminuire la velocità e mentre camion e auto mi sorpassano senza nessun problema io mi ritrovo a guidare su alcuni cm di neve. La neve ora è sempre più forte e i fiocchi, grossi come delle nuvole di drago (le patatine cinese di gamberi, quelle chi si attaccano alla lingua) come tocca terra si attacca andando a far aumentare quella già presente.

Cerco di mantenere la velocità costante (50km/h) e riesco ad viaggiare abbastanza bene finchè la visiera non comincia a ricoprirsi di neve bagnata che ogni dieci secondi sono costretto  pulire. Inizio cosi un “balletto” sfilando la mano dalla moffola di destra, la passo sulla visiera e la rinfilo dopo averla passata sulla gamba per illudermi di asciugare un po il guanto.  180 km all’ arrivo.

Come se non bastasse la strada continua a salire, la neve aumenta (ma quanto nevica in sto posto!!) e l’asfalto non ricordo nemmeno più come è fatto, la testa è vuota da ogni pensiero, continuo a viaggiare con gli occhi fissi sulla strada e cercando di non ridurre ne aumentare la velocità.

Dopo un ennesima salita che percorro elegantemente tenendo i piedi a penzoloni per qualsiasi evenienza finalmente la strada inizia a scendere e la mia speranza che la neve diminuisca si trasforma presto in realtà. Hurrà!

Per alcuni km viaggio su una strada pulita, con una velocità decente e anche l’orario d’arrivo previsto dal gps ora mi sembra più veritiero, ma l’euforia dura poco, nuvoloni bassi e lattiginosi mi si parano davanti e dopo pochi minuti la neve torna a scendere, prima in piccoli fiocchi che via via diventano sempre più grossi. Nooo ancora neve noooo cazzo!! Eccomi di nuovo a 50 km/h costanti, su una bella strada ricoperta di neve bagnata con i camion e le macchine che mi sorpassano senza ritegno.

Sta volta la visiera si congela subito e dopo 10 volte del solito balletto decido di tenerla aperta, cosi facendo riesco a vedere la strada ma comincia a congelarmi la faccia, il nervosismo sale non so se tenerla alzata o tenerla abbassata, potrei tenerla leggermente aperta, no anche cosi si ghiaccia, allora meglio aperta. Cazzzzzzooooooo!!! Decido di viaggiare con la visiera aperta, la neve non accenna a diminuire ma almeno vedo la strada, l’antipioggia bucata dalla caduta e riparata con il nastro americano inizia a dare segni di cedimento e mi ritrovo seduto in una pozza d’acqua ghiacciata e mentre sto “scalando” un altra salita un camion ha la splendida idea di sorpassarmi…appena le sue ruote davanti sono alla mia altezza un onda di neve-ghiaccio-fango-caccamolle-sassolini mi ricopre completamente e riempie casco-bocca-naso-orecchie (si anche le orecchie cazzo!) obbligandomi a svuotarlo con la mano e viaggiando per qualche metro alla cieca. Ca***%&//+ooo!!! Vaf**/*&&%$£^§ooo!!!!

Torno a rivedere la strada e la salita è ancora lunghissima, comincia a sentire la stanchezza, i km sembrano non passare mai ma come sempre dietro una salita c’è sempre un…..altra salita!!! Noooooo! Questa magicamente passa in un attimo e finalmente arriva la discesa. La neve diminuisce un pochino ma non accenna a smettere, il vantaggio é che i camion e le macchine schiacciano un pò quella presente sulla strada e riesco a viaggiare un pochino meglio. 93 km ad Oslo.

Rallentato da qualche lavoro stradale riesco a tirare un pò il fiato e la neve mi da nuovamente un attimo di tregua, il gps indica 12.03 come ora di arrivo e salvo altre complicazioni dovrei riuscire a non rimanere bloccato in Norvegia.

Il cartello indica Oslo 50 Km, tra me e me penso “dai è come andare da casa a Milano ci vorrà mezz’ora” non faccio in tempo a pensarlo che la nevicata del mese si abbatte a 50 km da Oslo…non ci credo!! altri 50 km cosi noooo!!! E invece si, una nevicata molto forte mi accompagna fin quasi al porto per poi diminuire leggermente una volta varcato il cancello, sembra quasi uno scherzo. L’orologio indica 12.18 e fra 20 minuti ci si imbarca, quasi al pelo ma ce l’ho fatta e a ripensarci mi viene quasi da ridere. Allineata per salire in nave trovo una Vespa targata Spagna completamente attrezzata e a pochi metri JAF il suo proprietario sta scattando alcune foto, facciamo subito conoscenza sotto l’ultima neve Norvegese e mi racconta che si è fatto un mega viaggio tra Svezia a e Norvegia.  L’ altro ieri è stato anche lui al Krystall (non ci siamo incontrati per poche ore) e la scorsa settimana era al Fjord Rally (mandibola spalancata del vostro beniamino) mentre questa mattina si è beccato anche lui una bella “ondata” nel casco da un camion. Non possiamo diventare subito amici e la fatica scivola subito via insieme alle risate.   Via libera, l’omino in giacca giallo fluo ci fa segno di andare il tepore della stiva della nave è quasi materno e dopo aver legato la moto saluto JAF e ci diamo appuntamento in giro per la nave. Doccia bollente e letto morbido arrivo. Ciao Norvegia ci rivediamo il prossimo anno!

img_2596

 

9° giorno
Kiel – Nurburgring
600 Km

Navigazione come sempre tranquilla e piacevole, un bel sonno ristoratore e alle 9.45 mi accorgo che siamo già nel porto di Kiel e fra 15 minuti si dovrà scendere…..aaaaaahhhhh di corsa in camera a rimpacchettare tutte le cose, devo ancora vestirmi e prepararmi ma, non so come, alle 10.00 entro in stiva pronto a partire.
Li trovo Jaf che molto più diligentemente ha già preparato tutto ed è già in sella alla sua Vespa…ci salutiamo e mentre aspettiamo di scendere mi dice che prima di tornare a casa andrà al Nurburgring proprio dove in questi giorni si sta tenendo l’Altes Elefantentreffen. Per chi non lo sapesse è la versione 2.0 dell’ Elefantentreffen di gennaio, inventata dagli “scissionisti” su sidecar che vedendosi surclassati dalle moto al treffen di Solla hanno deciso di trasferirsi coi loro tre ruote in un campeggio vicino al vecchio circuito del Nurburging dove comunque lasciano entrare anche le moto.

Ci penso circa 30 secondi e decido di cambiare i miei piani (che prevedevano di rientrare per la strada fatta all’ andata) e di andare anche io all’ Altes. Bene la giornata inizia nel migliore dei modi e appena fuori dalla pancia della nave scopriamo anche che c’è il sole!! Che bellezza!
Jaf deve fermarsi dal concessionario Piaggio per togliere le gomme chiodate e ci accordiamo di aggiornarci strada facendo sulla nostra posizione per trovarci la sera al raduno.

Infilo l’autostrada e…il navigatore va in palla dicendo che non può calcolare il percorso. Benissimo! Va beh, cartina appoggiata sulla borsa e con il dito seguo la linea rossa dell’ autostrada fino a Nürburg, già sulla cartina non sembra poca strada ma tant’é, c’è il sole e verso sud devo andare quindi tanto vale partire.
L’autostrada è sempre una noia mortale non tanto perché sia brutta o altro ma perché i km sembrano non passare mai anche se a circondarti ci sono paesaggi per niente brutti e foreste fitte di pini..in ogni caso dopo alcune ore la noia ha il sopravvento.

Mi fermo a mangiare qualcosa e trovo un messaggio di Jaf che mi dice che é a 300 km da Nürburg, bene dai vuol dire che nemmeno io sono molto distante e a pancia piena riparto…proprio mentre inizia a piovere. Fermo in una piazzola mi metto ad armeggiare con l’antipioggia che non vuole saperne di infilarsi senza farmi contorcere e mi rimetto in strada per gli “ultimi” 200 km.

Nota dell‘ autore: gli “integralisti” di questi elefantentreffen tendono a considerarti NON VERO se non ti piazzi in una tenda per tutto il week end in mezzo al fango a prendere freddo, se fate parte della categoria potete terminare di leggere il diario perchè personalmente odio le tende e anche all’ Altes Elefantentreffen ho optato per un letto e una doccia calda dopo aver fatto 600 km.

Gli ultimi km prima di arriva a Nurburg li percorro nel buio più totale attraversando dei boschi in compagnia di un “sidecarrista” sconosciuto che uso come riferimento per raggiungere l’ingresso del raduno. Passando accanto al circuito svoltiamo a destra in una strada in discesa che porta nella “buca” dell’ Altes, qualche curva e attraverso la visiera comincia a passare il profumo di legna bruciata mischiata a terra umida, i primi fuochi e le prime tende cominciano a fare capolino tra i pini e poi appare l’ingresso del campeggio. Dei ragazzi con giubbottino giallo ti fanno il biglietto d’ ingresso al campeggio(28€), ti mettono un bracciletto di plastica e poi alzano la sbarra. Entro e comincio a muovermi sul terreno fangoso tra le tende e i fuochi, il colpo d’occhio e davvero fantastico c’è chi cucina, chi finisce di montare la tenda i gruppi di amici seduti attorno al fuoco a chiacchierare. Tutto è molto ordinato e tranquillo Arrivo in cima alla collinetta spengo la moto e vado a fare quattro passi. Il profumo di terra bagnata e legna bruciata mi è sempre piaciuto e mi mette serenità, resto qui per un oretta a guardare i mezzi più disparati parcheggiati qui e la ma poi la stanchezza si fa sentire, risalgo in moto e punto verso l’albergo.
Appena lo trovo, sotto la tettoia che fa da parcheggio per la notte trovo una vespa targata spagna, è JAF che è appena arrivato e senza nemmeno saperlo ci siamo ritrovati nello stesso albergo. Ci accordiamo per trovarci dopo mezz’ora per mangiare qualcosa nel ristorante di fianco l’hotel, giusto il tempo di una doccia. Ormai sono agli sgoccioli, il viaggio domani finirà ma è stata davvero una bella avventura!

img_2624

10° giorno
Nurburg – Casa
740 Km

Oggi si chiude il cerchio, ultima tappona di trasferimento verso casa. La mattina non è soleggiata come ci aveva fatto sperare la signora dell’albergo ma almeno non piove, dopo una buona colazione siamo in sella direzione raduno. Un veloce passaggio per vedere l’accampamento come si presenta di giorno, fare qualche foto, recuperare qualche adesivo ricordo e rimetterci in marcia io verso casa e Jaf verso la Spagna.

Tempo di passare la sbarra e le prime gocce di pioggia comincia a cadere, sarà solo un veloce temporale penso ma purtroppo non accenna a smettere.
L’ attesa che la tenda dei gadget apra passa chiacchierando con alcuni partecipanti che attratti dalla Vespa e dagli adesivi della mia moto si fermano a chiederci del Krystall Rally 🙂 Adesivi e spille adesso sono nella borsa, il tempo di un saluto e un abbraccio con Jaf e via ognuno per la sua strada mentre la pioggia non accenna a diminuire e non lo farà fino a casa.

700 km passano QUASI in un attimo, anche se a tratti la pioggia è davvero forte e fastidiosa…appena entro in Svizzera mi sembra di essere arrivato anche se devo ancora attraversarla tutta da Nord a Sud. Il tunnel del Gottardo mi attende con i suoi 32° a dispetto dei 2 che trovo una volta uscito e l’ultima neve a bordo strada mi fa capire che ormai sono davvero alla fine.
Bellinzona, Lugano, Chiasso la dogana è una formalità e sono a casa! Anche questa è fatta! Sono stanco ma felice, metto la moto sul cavalletto centrale per guardarla ancora un pò prima di spegnerla.

Sporca e con qualche segno in più rispetto alla partenza mi ha riportato a casa dopo 3.200 km attraverso paesaggi straordinari, freddo, pioggia e neve. La spengo, tolgo il caso con ancora il ronzio del motore nelle orecchie, le do una pacca sulla sella e un bacio sul becco un pò infangato, un’ ultimo sguardo prima di spegnere la luce del garage e chiudere la porta…Grazie GSina! Alla prossima!

img_2635

 

e qui sotto la gallery completa!

 

 

7 comments

Vai al modulo dei commenti

    • Ermes on 26 gennaio 2017 at 12:51

    Confermato, sabato 11/2 partenza per il Krystall
    Ermes

  1. Ciao,
    giro subito la richiesta a Luca per i dettagli, ha usato i chiodi Best Grip ma non so quale misura.
    Sto meditando se partecipare all’edizione 2017 di febbraio, teniamoci in contatto!

    Federico

    • Ermes on 26 ottobre 2016 at 07:43

    Prima di tutto complimenti per il viaggio!
    Stiamo organizzando per farlo anche noi il prossimo anno, puoi darci qualche consiglio su cosa fare e cosa non fare in base alla tua esperienza?
    Ora una domanda tecnica, che tipo di chiodi hai usato? a noi hanno consigliato i 1000 della BestGrip
    Grazie
    Ciao
    Ermes

  2. Ciao Roberto, giro il messaggio a Luca per una risposta
    Grazie per averci contattato

    saluti

    • Roberto on 8 febbraio 2016 at 14:19

    Faccio i complimenti al raider ed allo scrittore. Vorrei se possibile una precisione, accingendomi a pianificare questa adv. Il sito del Kristall Rally indica l’Hotel Roros a Roros come meta finale. Da una delle foto e dai kilometraggi indicati invece sei arrivato più corto allo Spidsbergseter Gudbrandsdal Hotell.
    Si tratta di una variante prevista o personale? Nel caso tuo hai recuperato cmq il materiale del rally ?.
    Scusami per il disturbo e rinnovo i complimenti.
    Roberto

  3. Ciao, ho girato il messaggio a Luca che ti risponderà. saluti

    • vincenzo cinque on 30 dicembre 2015 at 11:57

    Racconto piacevole che mi lascia qualche perplessità volendoci andare quest’anno… perchè sbarcato ad Oslo ti sei fermato in albergo e non hai invece puntato direttamente al raduno? Noi pensavamo di sbarcare venerdì ad oslo ed arrivare la sera al raduno…e ripartire col traghetto di sabato… E’ una follia?
    C’è davvero così poca gente al radauno??
    Grazie e scusa per il disturbo
    Vincenzo

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Translate »