Apr 13 2017

Triumph Tiger 800 XCx – ritorno di fiamma?

La Triumph Tiger 800 è un modello che ci è rimasto nel cuore (qui la prova del MY2011) e quindi non abbiamo esitato molto una volta ricevuto l’invito per un test ride.

La versione con il cerchio anteriore da 21″ e alcuni accessori di serie come paracoppa e barre paramotore strizza l’occhio all’offroad, ma una volta in sella l’impostazione di guida ricorda più quella di una naked che quella di una moto da enduro, con il busto che carica leggermente sul manubrio e l’anteriore che da una sensazione di solidità e precisione: confesso che ho ricontrollato che non mi avessero per errore dato una XRx con il 19″… purtroppo la prova è stata in città dove si apprezza l’agilità della moto che è sempre buona anche se non a livello di mezzi più “enduristici” su cui lo sterzo è più leggero: al crescere della velocità però si apprezza la stabilità e la precisione nel tenere la linea impostata, così come il feeling con l’anteriore.

Il motore tre cilindri rimane uno dei meglio riusciti in commercio a mio avviso: elettrico e regolare quando si vuole andare tranquilli e grintoso quando lo si stuzzica, regolare fin dai bassi regimi dove non strappa mai, a livello di un 4 cilindri, buona schiena ai medi quasi come un bicilindrico e discreto allungo. Rispetto al passato sembra ancora più regolare: ora c’è il ride by wire che rende l’erogazione più lineare di quanto non fosse anche se in un paio di situazioni mi è sembrato di avvertire un minimo ritardo tra comando del gas e risposta del motore, si parla comunque di frazioni di secondo, ai limiti del percettibile.

La frenata è molto buona e modulabile al centimetro, me la ricordavo peggiore soprattutto in termini di modulabilità. Rimane da verificare se questa frenata “stradale” è altrettanto efficace in offroad dove solitamente è apprezzabile un intervento più soft dell’impianto anche per non solleticare troppo l’ABS, che su asfalto sembra poco invasivo.

La discesa in piega è lineare e precisa, la moto non cade ne sembra avere effetto autoraddrizzante, però avrei preferito un passo appenninico deserto per valutare meglio le doti dinamiche… I trasferimenti di carico sono limitati ancora a testimonianza di una impostazione generale piuttosto stradale (che non è per forza un termine negativo).

Nel traffico si avverte il calore proveniente dal motore, quando avevo la Tiger mi sembrava accettabile ma provenendo ora dalla ben più fresca Africa Twin si fa notare parecchio su tibie e ginocchia in particolare quando parte la ventola, quasi a ogni semaforo rosso.

La sella è regolabile su due posizioni e continuo a preferire quella più alta per avere le ginocchia meno angolate, il rivestimento ruvido aiuta anche nella guida in piedi perché permette di avere grip con l’interno della gamba. In piedi inoltre il ginocchio (almeno il mio) si “incastra” perfettamente tra bordo della sella e plastica laterale consentendo una presa ancora migliore. Per una buona posizione di guida in offroad però sono necessari dei risers per non ritrovarsi “ingobbiti” sul manubrio.

Sicuramente per un uso su strada questa moto rimane un riferimento nel settore delle crossover di media cilindrata, meno dual rispetto ad altre (F800GS e Africa Twin su tutte) ma proprio per questo molto godibile a livello turistico e stradale dove il motore piace parecchio e la ciclistica fa il suo ottimo lavoro. Se siete disposti a sacrificare le velleità fuoristradistiche o le stesse proprio non vi interessano c’è da pensarci perché al prezzo di una media qui si porta a casa un mezzo che può far concorrenza alle ammiraglie 1200, se cercate una moto per fare avventura a 360° in stile Hard Alpi Tour probabilmente ci sono troppe modifiche da fare per avere la necessaria soddisfazione, e il carico sull’avantreno sarà sempre superiore al dovuto (così come le pedane posteriori non rimovibili). Ciò non toglie che invece strade bianche e sterrati semplici si possano affrontare con serenità anche con la moto standard grazie al suo carattere docile e alla ottima trazione garantita dall’erogazione lineare a ogni regime, anche a passo d’uomo.

 

Tiger